Competenze Stem e digitali per diventare parte del team di Siemens

La multinazionale tedesca collabora con gli ITS e le università per formare personale tecnico e promuovere ricerca e sviluppo. L’Accademia digitale nata dalla partnership con il PoliMi, l’alternanza scuola-lavoro e gli stage finalizzati all’inserimento in azienda

 

Un Paese più moderno e digitale, grazie a soluzioni che rendano potenzialmente ogni azienda in Italia “intelligente”. L’ambizione di Siemens è questa e chi manda il suo Curriculum Vitae alla multinazionale tedesca può contribuire a questa missione usando il proprio ingegno. Tutto quello che si fa in Siemens mira a migliorare il futuro utilizzando le tecnologie in maniera ingegnosa. Allora, per dirla più in concreto, immaginate fabbriche dove i robot gestiscono le linee e compiono in maniera precisa le mansioni più noiose e ripetitive, lasciando agli uomini il fine tuning e le attività di concetto; dove le macchine segnalano in anticipo i guasti e il prodotto viene disegnato e testato virtualmente sulla base delle richieste del cliente, grazie all’utilizzo dei Big Data e al Machine Learning. Tutto all’insegna della sostenibilità, sociale, ambientale, aziendale. E con un modello di lavoro basato su obiettivi, con flessibilità totale, smart working reale.

 

Alla costante ricerca di tecnici, periti o laureati

Siemens AG fattura 58,5 miliardi di euro e un utile netto di 5,6 miliardi di euro (nell’anno fiscale 2019 concluso a settembre 2019) con 295.000 collaboratori in tutto il mondo. In Italia Siemens Spa con quartier generale a Milano e centri di competenza su tutto il territorio, è alla ricerca costante di persone con passione per ruoli tecnici, periti e laureati, che si occupino di progettazione, manutenzione e vendita di soluzioni che abilitano il cambiamento. «Non ci siamo mai fermati, neppure nel Lockdown», dice Letizia Mascheroni, Head of Talent Acquisition di Siemens che, insieme al collega Mattia Frigerio, ci ha raccontato cosa significa lavorare in Siemens e perché equivale ad un balzo nel futuro.

«Il business di Siemens si rivolge ad altre aziende e sviluppa tecnologie che promuovono il progresso attraverso l’elettrificazione, la digitalizzazione e l’automazione. La nostra tecnologia ha a che fare con il futuro e consente ai nostri clienti di trasformare i loro settori – creando fabbriche più agili e produttive, edifici e reti più intelligenti ed efficienti. Operiamo in questa direzione da oltre 150 anni e ci guida il tema dell’innovazione continua. Il mondo è in continua evoluzione e noi pensiamo sempre a quale sarà il prossimo passo. Creare valore per il presente e per le generazioni future: ecco la nostra missione! Dalle smart factories e dalle reti intelligenti ai sistemi produttivi flessibili basati sull’impiego di robot leggeri e stampanti 3D, lavoriamo allo sviluppo di tecnologie innovative».

Non solo. Lavorare in Siemens significa lavorare in Smart Working a partire dal progetto pilota del 2011. una formula estesa a tutti i collaboratori senza limiti con un accordo collettivo dal 2018: «Ciascun dipendente si organizza liberamente con il proprio team e il proprio responsabile, senza necessità di localizzazione geografica o temporale. Desideriamo che le persone sappiano che possono lavorare in un  ambiente sicuro che valorizza le competenze, la capacità di apprendere e di contribuire ad una missione».

Letizia Mascheroni, Head of Talent Acquisition di Siemens

 

Il recruiting: faro su competenze STEM e digitali

Un tema, questo del lavoro per obiettivi, slegato da un luogo fisico, che è fortemente sentito dalla Gen Z e che segnala ancora una volta l’attitudine di Siemens verso il futuro. Tutte le posizioni aperte riguardano competenze Stemscienza, tecnologia, ingegneria e matematica. «Nello specifico cerchiamo persone che hanno una formazione tecnica, sia provenienti da Istituti tecnici che ITS, come anche da facoltà scientifiche, interessati sia a ruoli più commerciali e in contatto con i clienti sul territorio, sia legati al mondo della progettazione e della manutenzione. Cerchiamo per esempio Application Engineer  e Technical Consultant, che sono a fianco del cliente, ne capiscono le esigenze e offrono una soluzione personalizzata, ponendosi a metà tra colui che progetta e colui che vende. C’è poi il mondo dei ruoli legati alla manutenzione che è sia sia ordinaria che predittiva, svolta utilizzando avanzati sistemi Software, che permettono, grazie all’analisi di ingenti mole di dati, di riprogettare nuovi servizi. Anche il ruolo del Field Service Technician è per noi di rilevante importanza: un lavoro di ingegno ad alto valore aggiunto, soprattutto nel tessuto industriale italiano, ricco di una grande base installata e fatto da PMI».

Il canale di accesso ad ogni posizione di lavoro è il sito web, dove è possibile registrare la propria candidatura e il proprio CV (clicca qui): le ricerche non riguardano ovviamente solo i giovani, ma anche persone con esperienza, fino ai responsabili di funzione. Una cosa che Mascheroni sottolinea con forza è che i ruoli sono tutti caratterizzati da contenuti ad alto valore innovativo e tecnologico con una parte fortemente digitale: «in molti ruoli per esempio, fatto 100 il tempo della risorsa, per 50 la persona lavora in sviluppo di tecnologie digitali e per l’altro 50 nell’utilizzo di tecnologie innovative ibride in ambiti tradizionali come la meccanica, l’elettronica, l’informatica».

Mattia Frigerio, Learning Partner presso Siemens

 

Le collaborazioni con gli ITS (rafforzate durante il Covid)

La cultura tedesca della formazione duale viene incarnata da Siemens Italia nella scelta di stringere collaborazioni forti con gli Istituti Tecnici Superiori del territorio. «In particolare, con l’ITS Rizzoli di Milano, con cui la collaborazione è iniziata tre anni fa grazie al network di Assolombarda. Siamo tra i promotori del “corso ITS Smart Manufacturing Specialist”, rivolto a studenti con diploma di scuola secondaria superiore, e mirato alla formazione di profili tecnici esperti di Smart Manufaturing con competenze digitali legate al mondo della fabbrica, che sono carenti sul mercato. Siamo all’avvio del secondo biennio e il nostro coinvolgimento è in diversi aspetti: entriamo nella progettazione dei corsi, nell’erogazione della docenza da parte dei nostri dipendenti per poi ospitare full time gli studenti in stage nell’ultimo periodo prima del diploma. Il percorso biennale è strutturato in dual education: vede un incremento crescente delle ore svolte on the job».

Il Tecnico Superiore Smart Manufacturing Specialist utilizza, in modo congiunto, tecnologie capaci di aumentare l’interconnessione e la cooperazione delle risorse (asset fisici, persone ed informazioni) usate nei processi operativi, ed è in grado di comprendere le logiche dei processi digitalizzati e supportarne la fase di realizzazione. «Abbiamo avuto modo di lavorare anche con altri corsi dell’ITS Rizzoli strettamente legati alle tematiche digitali, mirati per esempio alla creazione di app e siti web industriali. Siamo molto vicini a questo mondo perché crediamo che la formula duale possa contribuire a colmare la distanza tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro, creando competenze che prima non c’erano».

Siemens e la formazione. Tutte le posizioni aperte riguardano competenze Stem – scienza, tecnologia, ingegneria e matematica

 

… e con le Università

Anche le collaborazioni con l’Università sono molteplici e di diversa natura, alcune più con obiettivi di  business e di ricerca e sviluppo, altre invece più mirate a farci conoscere come datore di lavoro attrattivo. «Collaboriamo per esempio con l’università di Bologna, sulle tematiche di Digital Industry e a Milano con la Fondazione del Politecnico su soluzioni cloud-based. Avviamo inoltre collaborazioni sul territorio con alcuni Career Service universitari per partecipare ad attività in cui incontrare studenti e laureati, tra cui in primis quello del Politecnico di Milano».

L’iniziativa più importante nell’ultimo anno accademico è senza dubbio l’Accademia digitale, partita 3 anni fa grazie alla partnership con PoliMi ed estesa in epoca Covid a 45 università sul territorio in tutta Italia.

«L’idea di avviare Accademia Digitale è nata dal bisogno di cercare alcune competenze digitali che non trovavamo nei giovani studenti, insieme alla poca conoscenza delle dinamiche e dei ruoli aziendali. Perciò abbiamo scelto di offrire un percorso a 30 ragazzi del quinto anno di ingegneria, fatto di 8 moduli formativi condotti da colleghi Siemens, su 8 tecnologie emergenti in ambito Digital Industry, Smart Infrastructure e Mobility. Un vero percorso immersivo fatto di lezioni teoriche ma anche di project work reali svolti in piccoli gruppi per allenare anche capacità di lavoro e di teamwork. Le prime 2 edizioni si sono svolte a Milano in casa Siemens, dove i ragazzi venivano una volta alla settimana. L’ultima edizione del 2020 è stata interamente ripensata e svolta in digitale, senza nulla togliere al percorso immersivo nella tecnologia e nei team Siemens in cui crediamo. Proprio le relazioni umane insieme all’utilizzo delle tecnologie più innovative rendono infatti il business vincente. Con un vantaggio in più: che se prima avevano accesso al percorso dell’Accademia solo gli studenti del Nord Italia, nell’ultima edizione la metà degli studenti provenivano da tutto il territorio italiano».

 

Nella sezione  sezione Jobs&Careers sul sito web di Siemens Italia si potrà avere un’idea di quali domande ti saranno rivolte in sede di colloquio. Foto tratta dal profilo Facebook di Siemens Italia

 

L’apprendistato e l’Accademia Digitale come canale di ingresso privilegiato per giovani neo assunti

«Abbiamo sperimentato molte forme di inserimento in azienda per i giovani studenti, sia diplomati che laureati. Alternanza-Scuola-Lavoro, Summer Stage, Stage finalizzati all’inserimento, eventi e iniziative di orientamento professionale a studenti dalle scuole medie all’Università, sono tra le numerose attività che abbiamo svolto e che svolgiamo. Tuttavia la modalità che attualmente riteniamo più adeguata per un inserimento lavorativo efficace è l’apprendistato. Abbiamo studiato due percorsi di apprendistato – per diplomati di 30 mesi e per laureati  di 24 mesi – che, nel rispetto del nostro contratto nazionale di riferimento, possa favorire una reale crescita di competenze sia hard che soft, in una logica di reale alternanza tra momenti formativi e di sfide on the job. Questo è il nostro canale privilegiato di inserimento per i giovani e anche un’opportunità di reale scambio intergenerazionale».

Siemens e la formazione.  Alternanza-Scuola-Lavoro, Summer Stage, Stage finalizzati all’inserimento, eventi e iniziative di orientamento professionale a studenti dalle scuole medie all’Università, sono tra le numerose attività la multinazionale svolge

 

L’onboarding in era Covid

Ma non basta formare e attrarre le nuove generazioni verso ruoli del futuro. Un momento cruciale è quello dei primi mesi in azienda. Per questa ragione, e soprattutto a partire dal lockdown, Siemens ha sviluppato percorsi di inserimento strutturati e curati in cui sono offerti alcuni strumenti pratici per favorire la creazione di una relazione di reciproca fiducia e di collaborazione fattiva.  «Onboarding passport, Builder Network, Buddy Concept, Checklist, Welcome mail, Welcome Event…  sono alcuni tra gli strumenti che utilizziamo e che suggeriamo ai Team che devono accogliere nuovi colleghi. Attualmente la maggior parte delle fasi di Onboarding avviene in maniera virtuale e abbiamo fatto un grande sforzo per garantire che ogni neo-assunto abbia sin dai primi giorni tutta la tecnologia utile a lavorare in Smart Working, con il suo team, ma abbia anche la possibilità di formarsi seguendo corsi on line, per garantire di entrare nella cultura e nei processi dell’azienda, nel miglior modo possibile. Tutta questa parte è per noi un momento cruciale non solo per i giovani, ma per i giovani alla prima esperienza a maggior ragione», dice Mascheroni.

 

Siemens e la formazion. La multinazionale ha sviluppato percorsi di inserimento strutturati e curati in cui sono offerti alcuni strumenti pratici per favorire la creazione di una relazione di reciproca fiducia e di collaborazione fattiva

 

La formazione continua

Strutturale è anche la formazione continua, caratterizzata da una grande libertà di accesso per tutti. «Abbiamo un ecosistema formativo a cui partecipano partner e professionisti, per garantire le migliori opportunità di sviluppo a tutti. Oltre alle competenze richieste, per le quali sono sempre disponibili percorsi di formazione, viene fatta una selezione di argomenti e contenuti in base anche ai trend di mercato e ai processi evolutivi interni», spiega Frigerio.

«La formazione è continua, a sostegno delle strategie aziendali ed anche liberamente accessibile in base ai bisogni dei singoli dipendenti, che sono supportati nella definizione di piani di sviluppo individuali. Il coinvolgimento di partner esterni consente di creare contaminazione e apertura, per rimanere ricettivi nei confronti del mercato. La formazione avviene sia in Italia, sia in altri Paesi, ed è anche un modo per far conoscere i professionisti tra di loro e farli entrare in contatto con le sfide in diverse parti del mondo». Oltre alla formazione continua e tecnica c’è una ricca offerta di Business Learning mirata ad integrare gli aspetti tecnici con quelli relazionali e di progetto «che consentono di affrontare meglio la complessità ed esprimere al meglio il proprio valore. La possibilità di fruire della formazione online, organizzata in moduli, sta creando esperienze nuove per i partecipanti, che sono sempre più liberi di accedere ai contenuti scegliendo il momento migliore per continuare il proprio percorso», conclude Frigerio.

2020-10-15T19:11:07+00:00 15 ottobre 2020|Categories: Aziende meccatroniche|Tags: , , , , , |