Invu, la cintura connessa per le gravidanze a rischio

Una storia personale connessa…Oren Oz – ingegnere israeliano, laureato alla Ben Gurion University – da quando nel 2012 ha scoperto che sarebbe diventato papà, ha seguito la moglie con una gravidanza a rischio nelle sue tante visite. In un reparto di ginecologia e ostetricia di Tel Aviv, osservando il lavoro dei medici attorno alle loro pazienti, si è reso conto della mancanza di comunicazione tra gli specialisti, sia interni che esterni all’unità ospedaliera, e di mezzi molto limitati nella raccolta dei dati.

 

Per il benessere di mamme e bebè

È qui che Oz ho avuto l’idea di creare Invu, che (per ora) si concentra sul benessere di neonati e donne in gravidanza. E infatti nel 2013 ha fondato Novu, la startup che detiene il brevetto di Invu, sistema di monitoraggio fetale che utilizza un elettrocardiografo e sensori acustici posizionati all’interno di una cintura intelligente. I dati raccolti da Invu vengono trasmessi a un servizio cloud che lo analizza, utilizzando l’apprendimento automatico. I dati beta consentirebbero la trasmissione diretta dei rapporti al ginecologo e al medico curante della futura mamma. Oz, sta già lavorando a una innovazione sulla cintura perché sia in grado di segnalare casi di pre-eclampsia (ipertensione arteriosa) o aritmia (problema del ritmo cardiaco) grazie ai sensori. Il dispositivo intelligente ha già interessato le autorità sanitarie americane, ma anche la Francia è molto interessata ad esso.

2020-02-17T08:58:22+00:00 17 febbraio 2020|Categories: News|Tags: , , , , , , , , , , |