Phi Drive, quando l’industria si innova con motori piccolissimi e green

Intervista a Phi Drive

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Grazie ai motori innovativi che produce la startup Phi Drive ha ricevuto un finanziamento per sviluppare soluzioni per il settore aerospaziale nell’ambito del programma dell’Unione Europea Horizon 2020.

Sono poche le startup italiane che hanno raggiunto questo traguardo. Ne abbiamo parlato con Stefano Seghezzi, project business manager di Phi Drive.

Parliamo di innovazione: perché i motori e i posizionatori che sviluppate sono diversi?

Sfruttano la deformazione dei materiali per creare movimento rotativo o lineare. L’oggetto che si deve muovere o posizionare in un punto preciso viene deformato in ambito elastico e quindi messo in movimento da impulsi come aria compressa o attuatori piezoelettrici.
Questi posizionatori hanno un’anima green perché non si deve usare nessun tipo di lubrificante.
Inoltre i nostri motori sono privi di ingranaggi: questo consente una maggiore precisione di posizionamento. Ma c’è anche altro: i posizionatori possono raggiungere dimensioni molto piccole con un rapporto peso potenza di un decimo rispetto ad altre tipologie di posizionatori.

Le vostre tecnologie si applicano a…?

Settore spaziale, automazione industriale, ottica e metrologia. In generale però possiamo lavorare in tutti quei settori in cui c’è bisogno di altissime precisioni nel posizionamento di un oggetto.

Com’è nata l’idea?

È nata dall’incontro tra Nicola Lussorio Cau e Paolo Bonfiglio, un ricercatore e un responsabile ricerca e sviluppo. Insomma, da attività di ricerca e dall’incontro di due competenze diverse. Dal 2013 la startup è incubata nel progetto I3P di Torino. Dal 2014 invece Phi Drive fa parte di un gruppo di 4 società con Comestero Sistemi, distributore di componenti per l’industria elettronica ed elettromeccanica, Penta Group Srl e NSF Controls Ltd.

Quali sono le maggiori difficoltà che avete incontrato? Come le avete risolte?

Per una startup che non opera nel settore It a volte può essere difficile trovare interlocutori in grado di ascoltare. Nel nostro caso si tratta di un’innovazione spinta e non è stato facile approcciare il mondo industriale dal punto di vista tecnico. Ma la
situazione sta migliorando da questo punto di vista.

E i maggiori traguardi?

Nel 2013 abbiamo vinto il “Premio nazionale per l’innovazione” e il “Premio dei premi” consegnato dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Pochi mesi fa abbiamo vinto la Fase II del bando Horizon 2020, il programma quadro realizzato dall’Unione Europea per supportare la ricerca e l’innovazione.

Cosa c’è nel vostro futuro?

I progetti nel settore aerospazio legati al programma Horizon 2020 e la nascita di una serie prodotti che utilizzano i nostri brevetti per il mondo industriale. Siamo un centro di ricerca e una società che costruisce prodotti personalizzati. Stiamo quindi lavorando ad altri brevetti per ampliare la gamma delle performance.

Nel nostro futuro c’è anche l’attività di consulenza: proponiamo la nostra competenza alle aziende per quanto riguarda, ad esempio, l’analisi Fem, la risoluzione dei problemi e la ricerca di soluzioni innovative. La nostra equipe di ricercatori ed ingenieri potrà essere un ottimo partner per tutta la clientela.

Quali consigli pratici per dare vita ad una startup in ambito tecnologico?

Non stancarsi di bussare per proporre la propria idea. Una startup in ambito tecnologico di solito ha bisogno di un’infrastruttura per sviluppare la propria idea. Consiglio quindi di soffermarsi sulla scelta di un incubatore perché non è facile trovare quello giusto. Inoltre cercare un partner industriale è fondamentale.

Cosa significa per voi essere Meccatronici?

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un costante progresso tecnologico, che ha portato le varie discipline dell’ingegneria a fondersi tra loro: MECCAnica ed eletTRONICA sono diventate una cosa sola. Se analizziamo questa evoluzione dal punto di vista del prodotto, si è passati da un approccio di tipo “sequenziale” ad un approccio “all-in-one”, in cui il prodotto viene sviluppato combinando, già in fase di progettazione, queste discipline permettendo di avere un controllo più efficiente e, di conseguenza, un prodotto da subito ottimale e vicino alle richieste del cliente.

Per noi essere Meccatronici significa, quindi, creare prodotti che non siano più la semplice somma di molteplici discipline, ma l’interazione delle stesse. Esattamente come le parole del nostro messaggio aziendale “JOB-DONE”

2017-04-11T11:22:58+00:00 13 aprile 2017|Interviste|