Dai sistemi satellitari all’eco-design delle missioni, Thales Alenia Space sta trasformando il modo in cui viviamo e proteggiamo lo spazio. Con Paolo Cerabolini esploriamo come la tecnologia può migliorare la vita sulla Terra e costruire un ecosistema spaziale davvero sostenibile.
Lo spazio non è solo il nuovo confine dell’esplorazione umana, ma anche un alleato strategico per la sostenibilità sulla Terra. Con i cambiamenti climatici sempre più impellenti e la pressione sulle risorse naturali, le missioni spaziali e i satelliti diventano strumenti chiave per monitorare, proteggere e gestire il nostro pianeta.
Thales Alenia Space interpreta questa sfida come una missione: la sua visione “Space for Life” sottolinea come le tecnologie spaziali possano migliorare la qualità della vita sulla Terra, sostenere l’economia, l’agricoltura, l’ambiente e la sicurezza. L’azienda partecipa a importanti programmi europei come Copernicus (osservazione della Terra) e lo sviluppo di soluzioni green nello spazio, supportando al contempo la transizione energetica anche nei propri siti produttivi.
Abbiamo intervistato Paolo Cerabolini, Chief Technology Office di Thales Alenia Space Italia e Presidente del Lombardia Aerospace Cluster per approfondire il ruolo della sostenibilità nella strategia aziendale, le tecnologie spaziali innovative che l’azienda sviluppa per governi, istituzioni e imprese, e le prospettive future per uno spazio più sostenibile.
Quanto è centrale il concetto di sostenibilità in ambito spaziale per Thales Alenia Space e in che modo questo valore è integrato nella mission aziendale?
Per Thales Alenia Space la sostenibilità rappresenta un asse identitario, dichiarato nella visione “Space for Life”, dove lo spazio è visto come leva per “una vita migliore e più sostenibile sulla Terra”.
La sua centralità la decliniamo in due aspetti fra loro complementari: prima di tutto sostenibilità “per la Terra” per la quale la nostra mission aziendale include esplicitamente applicazioni come osservazione della Terra, connettività e servizi satellitari che aiutano a monitorare clima e territorio ed a ottimizzare l’uso delle risorse. In secondo luogo sostenibilità “dello Spazio” ove la nostra azienda esplicita l’impegno verso un uso sostenibile dello spazio, collegando la propria strategia a temi come riduzione dei detriti, fine vita dei satelliti e approcci di sistema.
Questi valori sono integrati nella mission aziendale, ove la sostenibilità è incorporata direttamente nella narrativa stessa di “Space for Life”, nei concetti di “ecodesign e responsabilità di prodotto” e nelle linee guida tracciate dai concetti di “spazio più “pulito” (debris/end-of-life)” attraverso i quali progettiamo piattaforme e soluzioni che favoriscono il deorbiting e il rientro a fine vita, in linea con obiettivi ESA “zero-debris”.
Quali sono le principali tecnologie spaziali meccatroniche che Thales Alenia Space ha sviluppato o sta sviluppando per supportare governi, istituzioni e aziende nella tutela ambientale, nella connessione digitale e nella gestione delle risorse sul nostro pianeta?
La nostra società ha costruito negli anni un “portafoglio meccatronico” molto articolato, dove meccanica di precisione, elettronica, attuazione, sensori e software embedded lavorano in sinergia: per il legame diretto agli impatti sulla Terra ricordiamo i nostri payload e piattaforme per l’Osservazione della Terra dove sono presenti strutture e meccanismi ultra-stabili per strumenti ottici e radar, attuatori di pointing e scanning ad alta precisione, meccanismi deployable (e.g. antenne SAR, pannelli solari) e piattaforme modulari. Queste tecnologie trovano applicazione in satelliti per il monitoraggio climatico e ambientale, della deforestazione, desertificazione e qualità delle acque, nell’agricoltura di precisione e sicurezza alimentare, nonché nella gestione delle emergenze.
Per quanto riguarda i satelliti di TLC e connettività digitale, le tecnologie meccatroniche impiegate contribuiscono alla realizzazione di sistemi per la riduzione del digital divide, a garantire la connettività in aree remote e rurali e fornire strumenti per l’implementazione dei concetti di smart cities, IoT ambientale e mobilità per una pianificazione urbana sostenibile.
Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi di Thales Alenia Space in tema di sostenibilità spaziale? Come intendete contribuire alla prevenzione dei detriti orbitali per garantire uno spazio sempre più pulito e sicuro per le generazioni future?
L’obiettivo strategico di fondo è “Sustainable Use of Space”, che passa attraverso il rispetto delle iniziative ESA “Zero Debris”, con le linee guida ONU e con le future regolamentazioni sul traffico spaziale.
Per quanto riguarda la prevenzione dei detriti orbitali, questo avviene attraverso i concetti di “Design for Demise & End-of-Life by Design”, ove uno degli assi principali è il design orientato all’affidabilità in orbita al deorbiting controllato, alla passivazione dei sistemi (batterie, serbatoi, linee in pressione) per evitare esplosioni post-missione e infine scelte strutturali e di materiali che favoriscono la distruzione al rientro (“design for demise”).
Inoltre vediamo la sostenibilità anche come capacità di gestione dello spazio, la cosiddetta “Space Traffic Management”, attraverso lo sviluppo di sistemi per la Space Situational Awareness. Questo approccio è fondamentale in un contesto in cui sempre più si tende a realizzare costellazioni ad elevata numerosità, all’aumento degli operatori commerciali e la conseguente crescente congestione in LEO.
In sintesi, sostenibilità spaziale significa progettare oggi satelliti che non compromettano lo spazio di domani.
Prevenire i detriti orbitali, aumentare l’affidabilità e garantire un uso responsabile delle orbite è una responsabilità verso le generazioni future e una condizione essenziale per la sicurezza, l’economia e l’ambiente sulla Terra.