Il 15 luglio si celebra la Giornata Mondiale delle Competenze Giovanili, un’occasione per riflettere sull’importanza di garantire ai giovani competenze per l’occupazione, il lavoro dignitoso e l’imprenditorialità. Abbiamo approfondito questo tema con la vicepresidente di Federmeccanica con Delega Education, Giorgia Garola.
Il settore della meccatronica si conferma un ambito strategico per l’occupazione del futuro, grazie alla sua capacità di integrare tecnologie digitali e soluzioni green nei processi produttivi. Tuttavia, secondo l’ultima indagine congiunturale di Federmeccanica, il 69% delle aziende fatica a trovare figure professionali con le competenze adeguate, in particolare tecniche e tecnologiche avanzate.
Secondo il rapporto di Unioncamere “La domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane nel 2024”, inoltre, la gestione di innovazioni come intelligenza artificiale, IoT, big data, robotica e realtà virtuale è sempre più richiesta, ma servono giovani preparati a raccogliere questa sfida. Allo stesso modo, anche competenze specifiche per la gestione di prodotti e tecnologie green rappresentano un elemento chiave del settore della meccatronica.
In questa intervista abbiamo approfondito con Giorgia Garola, vicepresidente di Federmeccanica con Delega Education, quali sono le competenze più richieste, come formarsi in modo efficace e quale contributo può offrire la meccatronica allo sviluppo sostenibile e all’occupazione giovanile.
Le transizioni digitale e green stanno ridisegnando le competenze richieste nell’industria meccatronica. In che modo sta evolvendo la domanda di lavoro e quali nuove figure professionali stanno emergendo?
La meccatronica è uno di quei settori in cui le aziende stanno diventando sempre più digitali e sostenibili, e proprio per questo hanno bisogno di nuove competenze. Oggi servono figure preparate nella programmazione, nello sviluppo software, ma anche nella gestione dei dati. I big data sono una risorsa preziosissima per le imprese, ma spesso non sanno ancora come utilizzarli davvero. Ecco perché l’interpretazione e l’utilizzo strategico di questi dati è diventata una competenza chiave: avere in azienda una risorsa specializzata in questo ambito è fondamentale.
Un altro tema centrale è quello della sicurezza informatica. La cybersecurity è diventata una vera priorità, perché dopo aver raccolto e interpretato i dati, c’è il rischio concreto che vengano rubati e usati in modo ricattatorio. Purtroppo, molte aziende stanno vivendo situazioni di questo tipo. Per questo motivo servono competenze forti in ambito di sicurezza digitale, ma anche nella capacità di lavorare con strumenti robotici e con tutte quelle tecnologie immersive che stanno entrando in modo sempre più deciso nei nostri processi produttivi.
Parliamo anche di intelligenza artificiale: circa il 30% delle nostre aziende ha iniziato ad approcciarsi a questa tecnologia, ma c’è ancora tanto da fare, soprattutto tra le PMI, che non la stanno utilizzando pienamente. Serve personale qualificato con competenze specifiche, perché questa è una trasformazione che richiede preparazione e visione.
Un altro tema molto importante è quello legato alla sostenibilità. Le imprese oggi si trovano a richiedere nuove certificazioni per dimostrare il proprio impegno ambientale e per comunicare in modo trasparente i propri sforzi in chiave green. Anche in questo ambito servono competenze precise: saper gestire in modo efficace le risorse e comprendere i processi legati alla sostenibilità aziendale sta diventando sempre più importante.
E poi c’è, naturalmente, l’innovazione. Le aziende della meccatronica sono tra le più innovative in assoluto e per mantenere questo livello servono competenze sempre aggiornate, non solo oggi, ma anche per il futuro.
È importante sottolineare che, secondo l’indagine congiunturale di Federmeccanica, le imprese continuano ad avere una forte necessità – e una reale difficoltà – nel reperire competenze tecniche di base. Sono ancora indispensabili a tutti i livelli. Subito dopo vengono le competenze tecnologiche avanzate, seguite da quelle trasversali e infine le soft skills, anch’esse fondamentali. Ma se guardiamo ai dati concreti, vediamo che il fabbisogno immediato resta legato proprio alle basi: competenze tecniche solide, che mancano ancora. Questo è dovuto anche alla complessità del settore meccatronico, che è estremamente variegato e richiede una preparazione ampia e articolata.
Si parla spesso di mismatch tra le competenze giovanili e le esigenze delle aziende. Quali azioni state intraprendendo per colmare questo divario e favorire un dialogo tra il mondo educational e quello delle imprese?
Noi, da sempre, ci impegniamo a tutti i livelli per avvicinare il mondo della scuola a quello delle imprese e del lavoro. L’unico modo per colmare questo divario tra formazione e occupazione è costruire un dialogo costante, parlarsi, usare un linguaggio comune e avvicinare i giovani – anche i giovanissimi – alla realtà del lavoro, alle imprese e alle professioni.
In questa direzione abbiamo attivato molti progetti di orientamento. Penso, ad esempio, ai percorsi PTCO, co-progettati tra scuole e aziende del territorio, oppure al progetto sviluppato da Federmeccanica e Unioncamere, che permette ai ragazzi di certificare le competenze acquisite on the job nei percorsi PCTO. Ecco, questo aspetto è importantissimo: per un giovane è fondamentale poter contare su una certificazione delle competenze, perché lo aiuta a inserirsi con maggiore consapevolezza nel mondo del lavoro.

L’attività di orientamento inizia fin dalla scuola primaria. A livello nazionale abbiamo il progetto Eureka! Funziona!, che si articola su tutto il territorio e coinvolge anche i più piccoli. L’obiettivo è sostenere il talento già nei primi anni di scuola, stimolando bambini e ragazzi attraverso il fare a studiare le materie tecniche e scientifiche e a coltivare la creatività, competenza necessaria nelle nostre imprese.
Un’altra cosa su cui stiamo lavorando molto è il racconto del nostro settore, perché purtroppo c’è ancora una percezione negativa legata al mondo industriale, soprattutto a quello della fabbrica. I dati presentati durante l’Assemblea Nazionale lo confermano: molti giovani vedono ancora la fabbrica come qualcosa di vecchio, faticoso, poco stimolante. Invece il nostro mondo, quello della meccatronica, è un mondo vivo, innovativo e ricco di opportunità. Ecco perché è importante andare a raccontarlo nelle scuole, farlo conoscere meglio, mostrare quanto sia attrattivo e quanto possa offrire.
Poi ci sono molte altre iniziative che si diffondono in maniera capillare sui territori, come, ad esempio, il PMI Day promosso da Confindustria, durante il quale le aziende aprono le porte agli studenti delle scuole superiori e agli insegnanti. È un’occasione preziosa per far toccare con mano la realtà delle imprese, soprattutto delle piccole e medie imprese, che rappresentano il cuore del nostro sistema produttivo.
Infine, vorrei sottolineare il ruolo chiave degli ITS, che oggi sono uno strumento potentissimo sia per i ragazzi che per le aziende. Offrono opportunità concrete, un legame strettissimo con il tessuto produttivo e una didattica molto pratica. I docenti sono parte integrante del mondo del lavoro e questo rende il percorso formativo estremamente aderente alle esigenze delle imprese. È un modello vincente: i ragazzi si formano direttamente sul campo e, una volta terminati gli studi, entrano nelle aziende in modo naturale. È per questo che il ruolo degli ITS è davvero strategico.
Quale messaggio si sente di rivolgere alle nuove generazioni che guardano con incertezza il mondo del lavoro, ma che potrebbero trovare nella meccatronica un’opportunità professionale gratificante?
Il nostro settore è sicuramente uno dei più innovativi e questo è un elemento che può davvero attrarre i giovani. Forse dobbiamo raccontarlo meglio, far capire che la meccatronica è un ambiente dove innovazione, ricerca e sviluppo sono estremamente centrali. È un settore che richiede professionalità di altissimo livello, molto più qualificate rispetto a tanti altri ambiti, e proprio per questo offre opportunità enormi, soprattutto per chi ha voglia di mettersi in gioco.
Certo, c’è ancora un po’ di timore, soprattutto quando si parla di intelligenza artificiale. Molti giovani hanno il timore che l’IA possa sostituire il lavoro umano. Ma io, recentemente, ho partecipato a un evento in cui è stata detta una cosa bellissima: l’uomo non verrà sostituito dall’intelligenza artificiale, ma verrà sostituito da un altro uomo che saprà gestire l’intelligenza artificiale. Questo significa che ci sono, e ci saranno sempre di più, grandi opportunità per chi sceglie di formarsi in queste nuove competenze.
Credo poi che dovremmo incoraggiare maggiormente i giovani a guardare anche verso le piccole e medie imprese, invece di puntare sempre e solo alla grande azienda o al nome più conosciuto. Le PMI, secondo me, offrono una crescita molto più rapida e completa. In una realtà piccola non sei solo un ingranaggio: partecipi direttamente al processo, ti metti in gioco, fai quasi l’imprenditore dentro l’impresa. È un’occasione unica per un giovane, perché permette di essere trasversale fin da subito, toccare con mano tante aree aziendali e imparare moltissimo in poco tempo.
E poi, va detto, spesso proprio le aziende più piccole sono anche le più sostenibili e le più digitali. Per una questione di dimensione e agilità, sono quelle che si stanno attrezzando meglio per affrontare le transizioni – sia quella digitale sia quella green – che oggi sono sempre più richieste. E questo, lo sappiamo, è un valore importante per i giovani, che sono molto sensibili ai temi ambientali e alla credibilità di un’azienda.
Vorrei dire ai ragazzi che ci sono davvero tantissime opportunità nelle PMI, e soprattutto qui, nel nostro territorio. Purtroppo, molti giovani decidono di cercare lavoro all’estero, ma credo che dovremmo impegnarci di più a comunicare quanto valore c’è anche in Italia e in particolare nel settore della meccatronica, che oggi rappresenta una delle migliori occasioni per costruire un percorso professionale solido, innovativo e soddisfacente.