L’innovazione tecnologica è il motore dell’evoluzione nel settore automotive e per la sicurezza dei sistemi meccanici. Per approfondire il tema abbiamo intervistato Claudio Annicchiarico, CEO di Meccanica 42, eccellenza italiana specializzata nella produzione dispositivi custom che migliorano sensibilmente il controllo dinamico dei veicoli e le performance di sistemi meccatronici.
Nel settore automotive le soluzioni avanzate per la sicurezza stradale e il controllo dinamico dei veicoli rappresentano elementi chiave per lo sviluppo di auto sempre più sicure, reattive e confortevoli. In questo scenario in continua evoluzione, l’integrazione tra sistemi meccatronici, elettronica e software è la chiave per progettare la mobilità del futuro.
Fondata nel 2015 come spin-off dell’Università di Firenze, Meccanica 42 si è rapidamente affermata come realtà d’eccellenza nel campo dell’innovazione tecnologica applicata al settore automotive. Grazie a un solido background accademico e alla continua attività di ricerca e sviluppo, l’azienda ha l’obiettivo di apportare cambiamenti significativi nel futuro delle mobilità.
Il team di Meccanica 42, guidato da ingegneri esperti di meccanica, elettronica e programmazione, progetta soluzioni su misura che ottimizzano il controllo dinamico del veicolo e potenziano le capacità dei sistemi avanzati di assistenza alla guida, con applicazioni che spaziano dal motorsport alla guida autonoma.
Per esplorare più da vicino le attività dell’azienda, le sue soluzioni innovative e il legame con il territorio e l’università, abbiamo intervistato Claudio Annicchiarico, CEO e fondatore di Meccanica 42.
Meccanica 42 è specializzata nello sviluppo di dispositivi meccatronici ad alta tecnologia. Quali sono le principali innovazioni che avete introdotto negli ultimi anni e in che modo i vostri prodotti si differenziano da quelli della concorrenza?
Negli ultimi anni abbiamo introdotto strumenti HW/SW che favoriscono l’integrazione tra ambienti virtuali e reali lungo l’intero ciclo di sviluppo dei veicoli. Questo permette di combinare in un unico flusso simulazione e sperimentazione, superando l’approccio frammentario che caratterizza molte soluzioni attualmente disponibili.

La nostra proposta si realizza attraverso due linee di prodotto principali: i banchi prova real-time, che consentono di sperimentare componenti reali su vetture virtuali (tipicamente simulatori di guida), impiegati soprattutto nelle prime fasi di sviluppo per validare sistemi complessi come ADAS e AD in condizioni controllate e sicure. I dispositivi di bordo, invece, permettono la prototipazione rapida di funzionalità su veicoli reali, osservando il comportamento dei sistemi su strada. Questi strumenti creano continuità tra simulazione e sperimentazione, anticipando la validazione dei sistemi, permettendo la validazione anche su casi limite e integrando percezione e attuazione a diversi livelli di astrazione.
Questa catena di strumenti è progettata per consentire a case costruttrici e ad altre realtà del settore di creare sinergia tra simulazione e sperimentazione, sia su strada sia in laboratorio. Questo approccio rende possibile accelerare i processi di sviluppo e validazione, con benefici in termini di qualità, sicurezza e time to market.
A livello italiano siamo tra le prime realtà ad aver sviluppato questa tecnologia e, a livello globale, uno dei pochi player a proporre un’integrazione completa lungo l’intero ciclo di sviluppo, dal singolo componente al veicolo completo. Questa continuità permette di ridurre tempi, costi e rischi di sviluppo, offrendo alle case costruttrici e agli altri operatori del settore uno strumento concreto per accelerare la validazione di veicoli più sicuri, intelligenti e sostenibili.
La vostra azienda nasce come spin-off accademico e mantiene un forte legame con l’Università di Firenze. In che modo questa collaborazione ha influenzato il vostro percorso di crescita? Quali sono oggi le sinergie attive tra impresa, ricerca e formazione?
La nostra azienda nasce come spin-off accademico, frutto dell’iniziativa di ricercatori e docenti dell’Università di Firenze. Il legame con il mondo accademico ha da subito rappresentato un elemento fondamentale nel nostro percorso di crescita, dandoci accesso a competenze avanzate, strumenti di ricerca e un ambiente stimolante in cui sperimentare idee innovative, trasformandole in soluzioni concrete per il settore automotive.
Questa sinergia ha favorito la creazione di una rete collaborativa tra università, centri di ricerca e imprese, permettendoci di trasferire conoscenze e tecnologie direttamente al mondo produttivo, anche tramite un laboratorio congiunto stipulato nel 2023 con i Dipartimenti di Ingegneria Industriale e dell’Informazione di Firenze, grazie al quale studenti e ricercatori possono utilizzare i nostri strumenti per le loro attività di ricerca. Grazie a questo approccio, siamo passati da una piccola realtà imprenditoriale a un’azienda in grado di generare valore sul territorio, creando posti di lavoro altamente specializzati in un ambito innovativo.

Negli ultimi anni si parla molto del ruolo strategico degli ITS nella formazione tecnica post-diploma. Qual è il vostro rapporto con questi istituti? In che modo Meccanica 42 contribuisce alla crescita professionale degli studenti che si preparano a entrare nel mondo dell’industria meccatronica?
Crediamo fortemente nel valore della formazione e nella crescita delle nuove generazioni di tecnici e ingegneri. Per questo motivo collaboriamo attivamente con istituti tecnici superiori e programmi formativi regionali dedicati alla meccatronica, come l’ITS Academy.
Il nostro approccio si basa su un’integrazione concreta tra teoria e pratica: gli studenti hanno l’opportunità di confrontarsi con progetti reali, acquisendo competenze operative avanzate direttamente applicabili nel mondo dell’industria. In questo modo, contribuiamo non solo alla loro crescita professionale, ma anche alla creazione di un ecosistema in cui innovazione e talento si incontrano, rafforzando il settore automotive e formando figure altamente specializzate pronte a entrare nel mercato del lavoro.