Il mondo della meccatronica e quello dell’arte sono molto più connessi di quanto pensiamo. Insieme a Simone Campinoti di CEAM Group, abbiamo parlato del progetto Microclimart.
La meccatronica e il mondo dell’arte possono sembrare ambiti distanti tra loro. In realtà, l’impiego di soluzioni meccatroniche avanzate riveste un ruolo fondamentale nella tutela e conservazione delle opere d’arte e del patrimonio artistico.
Grazie allo sviluppo di tecnologie all’avanguardia, infatti, la meccatronica contribuisce in modo significativo alla salvaguardia dei beni culturali, offrendo strumenti innovativi per monitorare, restaurare e preservare nel tempo le testimonianze artistiche italiane e non solo.
Per conoscere da vicino quello che potremmo definire “contributo invisibile”, abbiamo incontrato Simone Campinoti, Presidente del CdA di CEAM Control Equipment S.r.l., azienda specializzata in soluzioni applicate anche al mondo dell’arte e della conservazione dei beni culturali.

Simone Campinoti, Presidente di CEAM Group e la sua squadra presso la Fiera della Tecnologia, SPS Parma
Come nasce l’incontro tra meccatronica e opere d’arte in CEAM Group?
L’incontro tra la nostra tecnologia e il mondo dei beni culturali nasce dalla mia passione per l’arte e la convinzione che ormai la tecnologia, quando è potente ma al contempo resa semplice, possa dare una mano in ogni settore senza alcuna limitazione.
Nel passato i nostri sistemi, composti da sensori e software, erano utilizzati principalmente nelle industrie più strutturate. Ad oggi, invece, non c’è alcun settore dove la nostra tecnologia non porti grandi vantaggi: dagli elicotteri del 118 arrivando al settore vinicolo, passando dagli ospedali fino ai beni culturali, con applicazioni su opere di livello mondiale.

CWizion, piattaforma Software CWS
Microclimart è un progetto che ha avuto successo non solo in Italia, ma anche all’estero. Può raccontarci alcuni esempi pratici di applicazione di questa rivoluzionaria tecnologia?
Microclimart è nato qualche anno fa come marchio per un’operazione di pre-spinoff in collaborazione con il Dipartimento di tecnologie del legno dell’Università di Firenze assieme al Professor Fioravanti, con il quale tutt’ora collaboriamo con progetti molto importanti basati sulle nostre tecnologie applicate al settore dei beni culturali.
Microclimart ha dato vita a una divisione aziendale che si occupa, con un approccio industriale e pragmatico, di tecnologie nei beni culturali in modo stabile. I case history sono davvero tanti e, ad eccezione di quelli di cui non si può parlare per vincoli di riservatezza – che purtroppo sono anche i più interessanti –, possiamo citare il monitoraggio di un dipinto su tavola di Tiziano.
Si tratta dell’opera più grande che l’artista ha realizzato, ben 7 metri per 3,5, sulla quale abbiamo applicato sensori innovativi wireless real-time autoalimentati a batterie per monitorare umidità e temperatura dell’ambiente in vari punti e sensori rivoluzionari come lo Strain Gauge che, incollato direttamente sul legno, è in grado di rilevarne i movimenti causati dalle variazioni climatiche con l’obiettivo di prevenirle.
Questo intervento è stato commissionato da Save Venice di Manhattan, gruppo di benefattori che investe per la conservazione delle opere e che ci ha scelti poiché la nostra tecnologia permette loro di tenere le opere costantemente monitorate via web perfino da casa loro.
Un altro esempio interessante riguarda il monitoraggio completo dei vari musei genovesi. Questi interventi comprendono il monitoraggio dei due violini di Paganini e delle stanze che li ospitano. In questo caso, così come in molti altri, non ci limitiamo al monitoraggio, bensì ci occupiamo anche del controllo del clima delle vetrine con un sistema non adiabatico ma ionico elettronico ad altissima tecnologia.
Per queste operazioni vengono utilizzate le membrane delle FuelCell in modo diverso e originale per generare o ridurre l’umidità interna della teca sfruttando l’umidità esterna della stanza. L’intervento è stato commissionato da una compagnia di assicurazioni americana, AXA ART, che ci ha scelti in conformità al lascito di Paganini, il quale ha donato al Comune di Genova i suoi violini purché venissero gestiti con le migliori tecnologie del momento.

Violino di Niccolò Paganini, conservato presso il Museo Tursi di Genova
Oggi i nostri sistemi sono stati estesi a tutti gli altri musei comunali e siamo entrati anche alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola dove monitoriamo opere di primaria importanza come un famoso Cristo Morto di Antonello da Messina, molto fragile a causa dai tarli.
Quale consiglio darebbe alle future generazioni di professionisti della meccatronica?
Ci sarebbero veramente tanti consigli e suggerimenti da dare. Parto da un vecchio proverbio: solo gli stupidi imparano dai propri errori, quelli furbi imparano dagli errori degli altri. Ebbene io sono tra gli stupidi perché, non accettando mai dogmi preconfezionati, ho sempre cercato di guardare il presente con senso critico.
Ho sempre cercato di intuire il futuro, non senza sbagliare ma spesso centrando il punto. Ce ne siamo accorti dopo tanti anni perché, come diceva Leonardo da Vinci, se vuoi innovare preparati a stare solo.
Per anni abbiamo investito per realizzare tecnologie innovative che nessuno ci chiedeva e che per questo non riuscivamo a vendere. Tuttavia, non mi sono mai fatto prendere dallo sconforto tanto era forte la convinzione di essere sulla strada giusta e alla fine la conferma è arrivata.
Quando il mercato ha iniziato a chiedere quello che avevamo intuito con almeno 10 anni di anticipo noi avevamo il prodotto pronto e collaudato. Al contrario, i nostri competitor, in alcuni casi anche molto più grandi di noi, iniziavano a muoversi solo in quel momento.
Per concludere, l’unica cosa che mi permetto di suggerire è di crederci davvero fino in fondo e, se qualcosa va storto, mai abbandonare il viaggio. È importante analizzare dove si è sbagliato e correggere il tiro, senza dare la colpa ad altri.
Ricercare il successo facile e veloce saltando da un progetto ad un altro, salvo il colpo di fortuna ma che è rarissimo, non porta da nessuna parte, come anche non avere un sogno vero. Perseguire solo i soldi, pur essendo importanti, non può essere mai il fine, ma il mezzo per ottenere il sogno.