Tra ingegneria meccatronica, design essenziale e soluzioni audio ad alte prestazioni, K-array continua a ridefinire gli standard del settore professionale. Con Massimo Ferrati, co-fondatore e CFO, esploriamo visione, tecnologia e prospettive di un’eccellenza italiana.

Nel mondo dell’audiovisivo professionale, la qualità del suono è tanto cruciale quanto lo spazio disponibile e l’efficienza operativa. Che si tratti di concerti, teatri, installazioni architettoniche o eventi broadcast, la domanda di sistemi audio che uniscano performance, compattezza e versatilità non ha mai smesso di crescere.

In questo panorama, K-array si distingue come azienda italiana all’avanguardia: con sede a Scarperia e San Piero (Firenze), progetta e produce sistemi acustici compatti, potenti e dal design innovativo, pensati per soluzioni professionali e installazioni architettoniche.

Assieme a Massimo Ferrati, co-fondatore e CFO di K-array e membro del Consiglio Generale di Federmeccanica, abbiamo esplorato la storia dell’azienda, le tecnologie che la differenziano e alcuni esempi concreti di applicazione dei loro sistemi nel settore audiovisivo.

Come nasce K-array e quale percorso ha portato l’azienda a sviluppare una tecnologia così peculiare nel panorama audio professionale? Quali sono i principi ingegneristici e di design che rendono le vostre soluzioni così diverse da quelle tradizionali?

Nel 1990, insieme ad Alessandro e Carlo Tatini, abbiamo fondato un’azienda di Service Audio e Luci, HP Sound Equipment, concentrandoci inizialmente su servizi di allestimento audio, noleggio e studi di registrazione per Radio e TV.

Negli anni 2000 il primo passo verso la svolta è stato sviluppare prodotti per risolvere problemi riscontrati nell’uso quotidiano, ed esempio i microfoni Lavalier con segnale sbilanciato che causavano rumori fastidiosi: la soluzione pensata da K-array fu un microfono miniaturizzato con preamplificatore integrato, diffusori per musica live e piccoli processori di segnali audio.

Tutto ciò ci ha permesso di entrare a pieno titolo nella categoria delle aziende manifatturiere ed in particolare metalmeccaniche, oggi meglio definite come meccatroniche.

Nel 2004 abbiamo spostato la sede di K-array in Mugello e abbiamo iniziato la produzione dei primi prodotti a marchio K-array. Sempre nello stesso anno abbiamo iniziato la virtuosa partnership con Powersoft, una collaborazione, un’unione di forze che negli anni ha portato un valore aggiunto: ad Aprile 2004, infatti, tramite un’operazione straordinaria di M&A, siamo diventati un unico gruppo, accomunati dall’obiettivo di proseguire il percorso con una crescita a doppia cifra, portando grandi soddisfazioni ed affermandoci come leader di mercato nel nostro settore.

L’anno 2005 segna per noi l’inizio di una nuova era, in quanto segna una svolta fondamentale nel Live Sound con il lancio del diffusore KH4, portando K-array ad affacciarsi al mercato del Live Sound, concentrandosi sulla creazione di soluzioni ad alta efficienza più compatte e leggere molto utili per risolvere problemi di trasporto e manovrabilità.

Nel 2017, viene lanciata la K-Accademy per la formazione professionale nel settore audio, rafforzando la nostra posizione come punto di riferimento e alla quale, oggi, ogni mese partecipano circa trenta persone tra progettisti, tecnici ed integratori da tutto il mondo.

Nel 2020, K-array lancia il Brand KSCAPE per offrire soluzioni integrate di audio ed illuminazione per ambienti di design. Successivamente, viene creato KGEAR per proporre soluzioni audio più semplici e competitive mantenendo alta la qualità.

K-ArrayOggi siamo conosciuti a livello mondiale per l’innovazione nella progettazione e produzione di sistemi audio professionali ad alta tecnologia.

Siamo un ecosistema industriale che considera la qualità del suono non soltanto un fatto tecnico, ma un valore culturale. La convinzione è questa: “ogni ambiente merita l’esperienza sonora più pura possibile, con soluzioni che rispettino lo spazio, la sua funzione e il suo significato”.

Quello che abbiamo cercato di fare è produrre soluzioni che non si trovano sul mercato: la ricerca di un prodotto che fosse altamente performante ma sempre molto compatto, frutto dell’esperienza personale di chi, in passato, ha noleggiato i prodotti e conosciuto le criticità e la fatica nel trasporto e nell’allestimento temporaneo.

Il nostro segreto sta nell’avere volumi ridotti pur mantenendo lo stesso una grande performance: le nostre casse acustiche vengono per lo più realizzate in metallo sia di carpenteria che di tornitura da blocchi di alluminio, consentendo un’ottimizzazione della dissipazione termica al calore generato dagli altoparlanti.

Tra le soluzioni tecnologiche che proponiamo, sicuramente una tra le più importanti e che caratterizza i nostri diffusori acustici, permettendoci di farci conoscere in maniera particolare nel mondo del sound reinforcement, è proprio questa particolare tecnologia detta S.A.T. (Slim Array technology).

Nel nostro settore la competizione è forte ma abbiamo cercato di dare una nuova interpretazione di quello che è la diffusione del suono: per esempio, dove per tutti l’unica soluzione è uno speaker a soffitto per una sala conferenza, noi proponiamo diversi speaker a parete, sottili che quasi non si vedono, e la nostra forza consiste proprio nel riuscire a fornire sempre soluzioni alternative con prestazioni impressionanti.

In che modo le vostre soluzioni si integrano nei diversi scenari dell’industria audiovisiva e quali vantaggi offrono a chi opera quotidianamente in questi contesti?

Prima di essere conosciuti in Italia, siamo stati conosciuti nel mondo grazie anche alla distribuzione affidata al noto marchio tedesco che produce microfoni e cuffie: Sennheiser. Furono attratti prevalentemente dalle piccole dimensioni dei nostri prodotti, esteticamente non invasivi ma dalle performance elevate.

È stata proprio la notorietà a livello internazionale che ha fatto sì che avvertissimo la necessità di essere più presenti nel panorama di casa nostra introducendo un direttore vendite con focus Italia.

Siamo partiti da uno sviluppo tecnologico dedicato agli impianti di altissima performance per i concerti e le arene, nasciamo infatti con il cuore nell’intrattenimento musicale, poi abbiamo sviluppato un catalogo che ha come obiettivo quello di portare il suono in qualsiasi esperienza della vita quotidiana, soddisfacendo i bisogni in tutte le situazioni in cui il suono è presente. Siamo in: negozi, centri commerciali, boutique, musei, night club, luoghi sacri, spazi per conferenze.

Come già detto, il nostro non è un prodotto a scaffale: le nostre casse vengono tornite da un blocco pieno di alluminio, è un lavoro di minuteria e di precisione quasi di orologeria.

Per cui ci piace definire il nostro operato come “lavoro artigianato industriale”.

Quali tipi di applicazioni, anche inattese o particolarmente sfidanti, meglio rappresentano l’approccio di K-array? Ci sono situazioni in cui le vostre tecnologie hanno permesso soluzioni creative o fuori dall’ordinario che vale la pena raccontare?

A conferma dell’impegno profuso in ricerca, sviluppo, sperimentazione e design innovativo, ci è stato anche conferito il Premio Innovazione nel 2017 della Regione Toscana.

Inoltre, ci siamo fatti promotori della presentazione di vari progetti a valere su bandi Regionali POR-CreO Fesr 2014-2020, per i quali siamo risultati aggiudicatari di finanziamenti per incentivare azioni volte all’internazionalizzazione, per l’innovazione dei processi organizzativi e soprattutto per progetti strategici di ricerca e sviluppo.

Lo stesso IRPET (Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana) ha riconosciuto la nostra azienda come una delle 300 aziende più innovative della Toscana.

Tanti i segmenti di mercato dove sono presenti i nostri sistemi: figurano diverse collaborazioni con personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, come per esempio il recente incontro con David Guetta, Bob Sinclar e Rick Rubin. Mentre per il mondo della televisione italiana siamo partner di Rai e Mediaset, per il mondo teatrale si evidenziano alcune rappresentative installazioni presso il gran Teatro dell’Avana, il Lincoln Center di New York, la Royal Opera House di Londra e l’italianissimo Teatro alla Scala.

Non mancano le collaborazioni importanti di studi di architettura londinesi ma avrei piacere di soffermarmi su una importante collaborazione tutta fiorentina con lo studio Archea, con il quale abbiamo lavorato alla realizzazione di una meravigliosa opera di recupero del Teatro Nazionale di Firenze.

Per accompagnare il Teatro Nazionale nel suo ritorno alla vita dopo quaranta anni di chiusura, abbiamo sviluppato un sistema di diffusione multicanale completamente Dolby Atmos compliant, progettato insieme allo Studio Sound Service anch’esso di Firenze.

L’obiettivo è stato quello di creare un’infrastruttura sonora che dialogasse con la sala senza modificare l’identità: uno spazio storico, raccolto ma dotato oggi di apparati tecnologici complessi.

Tecnologia ridotta al minimo dimensionale per non attirare attenzione come le colonne line array sottilissime e ben integrate tanto da rispettare al massimo le proporzioni dell’architettura.

Noi sviluppiamo sistemi in cui la forma è subordinata alla funzione, e la funzione è subordinata al contenuto artistico, il nostro concetto è “rendere possibile senza farsi notare”.

Contribuire alla ristrutturazione del Teatro Nazionale costituisce per noi e per K-array l’opportunità di trasformare un luogo della storia in un luogo di ricerca: un ambiente ideale per sviluppare tecnologie audio d’avanguardia, testare nuovi sistemi immersivi e sperimentare soluzioni progettate per i teatri del futuro.