Le città evolvono in ecosistemi digitali e gli edifici diventano nodi intelligenti e interconnessi. Con Antonio Sacchetti, CEO di Tera Srl, scopriamo come l’IoT può rendere gli spazi urbani più efficienti, sostenibili e a misura d’uomo.
Negli ultimi anni stiamo vedendo concretamente, sia come utenti che come imprese e pubbliche amministrazioni, che il concetto di “smart city” non è più solo futuro, ma è anche presente, non più solamente un contenitore di idee generiche, da riempire con applicazioni ancora tutte da creare, ma una realtà in costruzione: la sfida è rendere gli elementi e gli spazi urbani più efficienti, sostenibili e centrati sulle persone. Infatti, le città stanno diventando veri e propri ecosistemi digitali, in cui infrastrutture, edifici, trasporti generano servizi, dialogando fra loro e con gli utenti. Sinora, i protagonisti principali di questa svolta sono stati la sensoristica, sempre più diffusa ed accessibile, e le telecomunicazioni che, insieme ai sensori, diventano “IoT” (Internet of Things, dove sensori sempre più disponibili dialogano col web grazie a protocolli di comunicazione su fibra ottica, 5G, Wi-Fi e tanti altri); negli ultimi anni stanno acquisendo un ruolo crescente, in ambito Smart City, l’intelligenza artificiale ed il calcolo distribuito.
In questo orizzonte, anche gli edifici si trasformano: da involucro statico diventano “smart building”, capaci di monitorare e autoregolarsi, ottimizzare i consumi, offrire comfort su misura e dialogare con infrastrutture energetiche maggiormente dinamiche. Ma come si costruisce un edificio intelligente? Quali tecnologie lo rendono realmente “smart”?
Per capirlo, abbiamo approfondito il tema con Antonio Sacchetti, CEO e fondatore di Tera Srl, realtà italiana specializzata nella produzione di dispositivi elettronici IoT edge computing, integrati in soluzioni software e sistemi digitali per l’efficienza energetica e la gestione intelligente degli edifici.
Tera nasce dalla visione di un team di ingegneri ed esperti nel settore dell’informatica, elettronica ed energia per progettare soluzioni IoT altamente innovative: da dove è partita l’idea e qual è stato il percorso che ha portato l’azienda fino a oggi? Quali sono stati i momenti più significativi della vostra crescita?
Nel 2007, nell’ambito di una esperienza in aziende di produzione elettronica, al culmine di una fase di Ricerca e Sviluppo durata 5 anni nella quale avevo creato, da zero, un team di 35 ingegneri impegnati in una dozzina di progetti di ricerca, coinvolgendo altri giovani imprenditori abbiamo costituito 5 startup innovative, coprendo temi come il fotovoltaico, la domotica, il trattamento dei rifiuti elettronici e, ultima, l’ICT per soluzioni di Efficienza Energetica.
Nel 2011 ogni startupper ha scelto e preso in mano le sorti di una di queste startup, quindi mi sono concentrato sul lancio di Tera che è partita generando ricavi attraverso la realizzazione di soluzioni innovative elettroniche ed informatiche su commessa. Nel 2016 il business plan innovativo di Tera è stato premiato e cofinanziato dalla UE e dal MISE con il Seal of Excellence, dando così avvio alla realizzazione di prodotti e servizi nel campo di quel segmento che oggi è chiamato “Digital Energy”, la fusione delle tecnologie ed applicazioni per reti elettriche e per Asset (edifici e strutture industriali).
I momenti salienti dello sviluppo imprenditoriale dell’azienda Tera sono prevalentemente due.
Il primo è stato il riconoscimento che i colleghi imprenditori in Confindustria Bari ci hanno dato, includendoci nell’iniziativa “Talenti per l’impresa” (2010-2011), dove la storia che ha generato la startup Tera è stata inclusa nelle 5 storie di successo descritte nell’omonimo libro e portate a teatro a Bari, Milano e Skopje: ci hanno detto “OK, siete giovani e pieni di idee e voglia di innovare, andate avanti così”.
Il secondo è stato il riconoscimento che la UE, insieme ad alcune grandi imprese coinvolte nelle valutazioni di idee imprenditoriali, ci ha dato quando abbiamo vinto quella che era chiamata la “Champions League delle PMI”. Cimentarsi con un Business Plan (scritto anche grazie alla formazione ricevuta in un Master MBA) completamente focalizzato sulle nostre idee e i relativi piani di crescita ci ha fatto passare da fornitori di soluzioni per terzi a creatori di soluzioni nostre completamente originali.
Si tratta, in ogni caso, del connubio fra spirito di iniziativa e fiducia del sistema, messaggio che sentiamo di voler condividere con tutti i giovani e le giovani risorse italiane che vogliano (speriamo sempre più) cimentarsi con il fare impresa: iniziare credendo in sé stessi, quindi cercare ed incontrare la fiducia da parte del sistema (imprese e mondo della finanza).

Oggi gli edifici intelligenti sono un tassello fondamentale delle smart city. In che modo le tecnologie sviluppate da Tera contribuiscono a rendere gli spazi costruiti più efficienti, sostenibili e connessi? Quali sono i principali ambiti di applicazione in cui operate?
Così come siamo stati antesignani nell’affrontare con approccio digitale i problemi legati alla gestione ottimizzata degli edifici civili ed industriali in termini di efficienza energetica ed operativa, così lo siamo stati anche sul fronte del prodotto. I dispositivi che abbiamo realizzato, completamente Made in Italy, coperti anche da titoli di proprietà intellettuale (brevetti, design, marchi) sono oggi percepiti sul mercato come “IoT Edge Computers”, un filone con trend di crescita considerevoli e pronti ad abbracciare l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale nelle soluzioni di calcolo distribuito: non si può basare tutto sul “Cloud”, perché le esigenze di privacy, cybersecurity, velocità di esecuzione e resilienza richiedono la presenza di calcolo distribuito.

Questa unicità nell’utilizzare soluzioni interoperabili con hardware “Edge Computing” (calcolo distribuito) e nel dedicarsi alle nuove applicazioni emergenti di “Digital Energy” ci ha portati agli ambiti applicativi su cui lavoriamo oggi: smart metering, dove siamo una delle poche aziende accreditate secondo disposizioni ARERA nella lettura dei contatori elettrici fiscali “plug&play” (sia per abitazioni che per industrie), Comunità Energetiche e Servizi di Flessibilità Locali. Questi ultimi costituiscono la base per una vera rivoluzione, che ci vedrà protagonisti di un continuo scambio attivo di energia fra rete elettrica ed edifici sia come cittadini dalle nostre abitazioni (con impianti FV e sistemi di accumulo, “batterie”) che come imprese ed enti pubblici con i propri asset (impianti industriali e infrastrutture impiantistiche urbane, con sorgenti rinnovabili, accumuli e sistemi elettronici di monitoraggio e controllo). I nostri dispositivi leggono ogni tipo di sensore, comunicano con ogni tipo di macchina e consentono di effettuare algoritmi di efficientamento, anche basati su IA e blockchain.
In questi ambiti applicativi, con le nostre soluzioni riusciamo a soddisfare requisiti di sostenibilità per gli edifici, gli asset e le infrastrutture della smart city in termini di servizi e di requisiti di prodotto: mettendo al centro il concetto di efficienza energetica e puntando su modularità, scalabilità ed interoperabilità, sia software che hardware, allunghiamo la vita utile delle nostre soluzioni, consentendo così di ridurre la produzione di rifiuti elettronici.
Qual è la visione che guida oggi Tera? Che tipo di futuro state cercando di costruire nel campo delle tecnologie digitali per l’ambiente costruito? Ci sono progetti o direzioni di sviluppo particolarmente rilevanti su cui state lavorando?
Ci sono due trend principali su cui stiamo lavorando.

Il primo sono i sistemi di Demand-Response e Demand Side Management: capaci di cambiare in tempo quasi reale i consumi elettrici e le produzioni elettriche, secondo criteri di ottimizzazione locale, di quartiere, di distretto, consentendo al tempo stesso sia benefici energetici ed ambientali condivisi, che guadagni economici (potendo ricevere benefici economici tramite utilizzo di applicazioni, anche “mobile”, che mettono l’utente al centro di un marketplace).
Il secondo sono le applicazioni di calcolo distribuito che consentono di ospitare algoritmi di Intelligenza Artificiale su piccoli edge computer posizionati “sul campo”, idonei a tutte le applicazioni in cui il bisogno di privacy e cybersecurity è elevato: aziende che non vogliono portare i dati dei loro processi su Cloud pubblico, utenti che non vogliono condividere i dati sulle loro abitudini di vita negli edifici e negli spazi urbani, ma vogliono beneficiare ugualmente di scontistiche e remunerazioni, consentendo ad aziende ed enti pubblici di utilizzare i propri dati per la sola elaborazione aggregata, sono alcuni dei soggetti cui ci rivolgeremo nei prossimi anni.