Ibm e Cineca contro il Covid: la potenza del Marconi100 a servizio della ricerca

Il supercomputer, che può svolgere fino a 32 milioni di miliardi di calcoli al secondo, testerà le terapie per il Coronavirus

 

Cineca ha un nuovo supercomputerMarconi100. Non uno qualsiasi, visto che si tratta del nono più potente al mondo e del secondo in Europa, realizzato da Ibm usando la stessa tecnologia che sta alla base di Summit, attualmente al secondo posto della Top500.

Grazie alla combinazione dei processori Ibm Power9 e delle Gpu Nvidia Tensore Core V100, Cineca100 è in grado di sprigionare una potenza di 32 petaflop di picco: 32 milioni di miliardi di calcolo al secondo! Si basa su 980 nodi, ciascuno dei quali è configurato con 2 processori a 16 core Ibm Power9 AC922, 256 Gb di Ram e 4 Gpu Nvidia Volta V100.

«Il progetto Marconi100 si inserisce nel solco di una lunga, proficua cooperazione con il Consorzio Interuniversitario coinvolgendo anche i nostri centri di eccellenza in Europa – dichiara Enrico Cereda, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia – Dotato della stessa tecnologia di due dei primi tre supercomputer al vertice della classifica mondiale, Marconi100 ne seguirà le orme offrendo alla comunità dei ricercatori la potenza di calcolo necessaria anche per accelerare la scoperta di una cura contro la Covid-19».

Enrico Cereda, presidente e ad di Ibm Italia

E infatti, Marconi100 è stato realizzato per accelerare la ricerca in Italia ed Europa in ambiti che spaziano dalla fluidodinamica alle soluzioni per le pandemie, a partire dal Covid-19. La sua potenza di calcolo verrà sfruttata per cercare di individuare terapie in grado di ridurre l’aggressività patogena del Coronavirus. Come? Simulando digitalmente il comportamento delle proteine che permettono al virus di replicarsi così da identificare molecole e composti farmaceutici in grado di inibirlo.

«Si conferma la centralità del Consorzio nello sviluppo della ricerca in ambito accademico e industriale – sottolinea il direttore generale del Cineca, David Vannozzi – come accade con Exscalate4CoV, progetto guidato dall’azienda farmaceutica Dompé, impegnato nella ricerca e valutazione delle proteine per il contrasto al coronavirus».

Grazie al supercomputer, è necessaria una sola settimana di simulazione continua per ottenere i dati relativi al comportamento di una singola proteina del virus, contro i 4 mesi di un normale computer.

«Come dimostra in particolare l’attività del sistema Summit – chiosa Cereda – senza la disponibilità di queste architetture occorrerebbero tempi molto più lunghi, incompatibili con il bisogno urgente di trovare una soluzione. Siamo fieri di essere al fianco del Cineca, e dell’intero Paese, in questa e altre importanti sfide scientifiche».

Cineca100 si distingue anche per la sua elevata efficienza energetica, tre volte superiore al sistema preesistente, a parità di capacità di elaborazione.

Il Cineca è partner di oltre 20 progetti internazionali per lo sviluppo dell’infrastruttura europea di Hpc e del suo ecosistema tecnologico e applicativo: nel campo della fisica del plasma con il progetto Eurofusion (il cui obiettivo è quello di determinare un significativo progresso nella produzione di energia da fusione), nella scienza dei materiali con il progetto Max (Material Science at Exascale), dell’ingegneria industriale con il progetto Exellerat Engineering e della fisica della terra solida con il progetto Cheese Solid Earth. Tutti progetti che beneficeranno dell’elevata capacità di elaborazione fornita da Marconi100.

2020-07-17T18:41:36+00:00 17 luglio 2020|Categories: News|Tags: , , , , , , , |