Grazie a sistemi elettrici completi e personalizzati per l’efficienza energetica, Nidec Conversion porta la transizione energetica nel settore navale. Ne parliamo con Simone Cascioli, Global HSE & ESG Director, tra obiettivi ESG, soluzioni elettriche e il cammino verso il Net Zero 2040.

Il settore della navalmeccanica è oggi chiamato a un cambio di rotta profondo. La crescente domanda di trasporti marittimi più puliti sta spingendo costruttori navali e fornitori di tecnologia a ripensare radicalmente i propri sistemi di propulsione, generazione e distribuzione dell’energia a bordo. L’elettrificazione non è più un’opzione: è una necessità concreta, che richiede soluzioni ingegneristiche avanzate e una visione industriale di lungo periodo.

In questo contesto, Nidec Conversion si distingue come player industriale capace di coniugare ingegneria elettrotecnica avanzata e strategia ESG, accompagnando armatori e porti verso modelli operativi sempre più sostenibili.

Parte del gruppo giapponese Nidec – leader globale nei motori elettrici e nei sistemi di controllo con oltre 17 miliardi di dollari di ricavi e una presenza industriale in più di 30 Paesi – Nidec Conversion opera nello sviluppo di sistemi di conversione dell’energia, grandi macchine rotanti e soluzioni integrate per l’elettrificazione industriale.

La sua missione è chiara: abilitare la decarbonizzazione attraverso tecnologie elettriche ad alta efficienza, contribuendo alla transizione verso un’economia low-carbon.

A guidare l’impegno dell’azienda sul fronte della sostenibilità è Simone Cascioli, Global HSE & ESG Director di Nidec Conversion, che ci ha permesso di scoprire come la visione aziendale si traduca in strategie concrete, soluzioni tecnologiche e obiettivi misurabili.

Nidec Conversion ha recentemente lanciato il suo primo ESG Improvement Plan 2025-2028, con obiettivi ambiziosi e misurabili. Può raccontarci com’è nata questa strategia, su quali pilastri si fonda e in che modo coinvolge l’intera organizzazione?

L’ESG Improvement Plan 2025-2028 nasce dalla consapevolezza che la sostenibilità non può essere un esercizio di compliance, ma deve diventare un driver strutturale delle decisioni industriali.

Il piano si fonda su tre pilastri integrati:

  • Environmental: decarbonizzazione delle operazioni e dei prodotti;
  • Social: sicurezza, cultura aziendale e impatto positivo sulle comunità;
  • Governance: trasparenza, etica e controllo della supply chain.

Dal punto di vista climatico, gli obiettivi sono chiari e misurabili:

  • -42% emissioni Scope 1 e 2 entro il 2030;
  • Net Zero Scope 1 e 2 entro il 2040;
  • Net Zero Scope 3 entro il 2050;
  • 50% energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030.

Un elemento distintivo è il coinvolgimento dell’intera organizzazione e della value chain, con target specifici sul controllo delle emissioni dei fornitori, sulla circular economy e progettazione eco-compatibile, e sullo sviluppo di competenze ESG diffuse.

In questa evoluzione, un ruolo crescente è giocato dal procurement sostenibile: la nuova policy richiede ai fornitori sistemi di due diligence ESG, tracciabilità delle materie prime critiche, riduzione delle emissioni e conformità a normative europee come CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) e CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism).

Si tratta di un passaggio chiave: la transizione energetica non si gioca più solo nello stabilimento, ma lungo tutta la catena del valore.

Quali sono oggi le tecnologie più rilevanti che state sviluppando o implementando per ridurre l’impatto ambientale del trasporto marittimo, e quali risultati concreti avete già ottenuto?

La decarbonizzazione del trasporto marittimo richiede una trasformazione profonda dei sistemi energetici di bordo e delle infrastrutture portuali. Nidec Conversion interviene su entrambe le dimensioni.

Motori elettrici e sistemi di propulsione

L’elettrificazione della nave passa attraverso grandi motori elettrici ad alta efficienza (fino a decine di MW); sistemi di conversione e drives in media tensione e bassa tensione; integrazione con power electronics avanzata.

Queste tecnologie consentono la riduzione dei consumi energetici, la sostituzione di turbine e sistemi termici, e una migliore gestione dei carichi e delle prestazioni.

I sistemi Nidec sono progettati per operare con ampia flessibilità di frequenza e con elevata efficienza, contribuendo direttamente alla riduzione delle emissioni di CO₂.

Trovano applicazione concreta su un’ampia gamma di vessel – dalle navi militari alle cruise, fino agli yacht – con potenze installate che possono raggiungere decine di MW (80MW cruise) complessivi a bordo delle flotte servite, garantendo elevata affidabilità, silenziosità operativa e ottimizzazione dei consumi energetici.

I motori e generatori Nidec, progettati secondo standard marinizzati e certificati, coprono un range molto ampio di potenza (fino a decine di MW) e sono progettati per operare in condizioni estreme, assicurando continuità operativa e durata nel tempo.

Cold ironing: la decarbonizzazione parte dal porto

Il cold ironing rappresenta oggi una delle leve più immediate per ridurre l’impatto ambientale del trasporto marittimo.

La tecnologia sviluppata da Nidec Conversion consente alle navi ormeggiate di spegnere i generatori diesel e di collegarsi alla rete elettrica terrestre.

Un sistema completo comprende:

  • stazioni di conversione con tecnologia IGBT (Insulated Gate Bipolar Transistor), che rappresentano il cuore del sistema di cold ironing: sono convertitori elettronici avanzati che trasformano l’energia della rete portuale rendendola perfettamente compatibile con i sistemi di bordo delle navi, garantendo efficienza, stabilità e continuità operativa anche su potenze molto elevate;
  • sistemi di distribuzione e connessione;
  • sistemi di controllo e sicurezza (come il PMS, Power Management System) secondo standard IEC/IEEE 80005-1 (International Electrotechnical Commission/Institute of Electrical and Electronics Engineers), che definisce i requisiti globali per la connessione elettrica tra nave e porto, garantendo interoperabilità, sicurezza operativa e piena conformità alle normative internazionali.

I benefici sono immediati e misurabili:

  • fino a 24.000 kg di CO₂ evitati per una nave in 8 ore;
  • riduzione significativa di NOx, SOx e PM10;
  • drastico abbattimento del rumore.

Su scala annuale, un singolo porto come La Valletta, in cui abbiamo installato i nostri sistemi, può ridurre circa 12.000 tonnellate di CO₂ e oltre 200 tonnellate di NOx.

Con 28 progetti nel Mediterraneo, Nidec Conversion è oggi uno dei principali attori nello sviluppo del cold ironing, contribuendo in modo diretto sia agli obiettivi europei ‘Fit for 55’, che impongono la riduzione delle emissioni nei porti, sia alla strategia dell’IMO (International Maritime Organization) per la decarbonizzazione del trasporto marittimo, eliminando le emissioni delle navi durante la sosta.

Ma l’impatto non è solo ambientale: migliora la qualità dell’aria nelle città portuali, la salute pubblica e la qualità della vita delle comunità locali.

Dalla tecnologia ai progetti: eccellenze concrete

Le soluzioni Nidec Conversion trovano oggi applicazione concreta in numerosi progetti nel settore marittimo, a dimostrazione della loro piena maturità industriale. L’azienda è presente in ambito navale con oltre 30 unità militari equipaggiate, fornendo sistemi di generazione e propulsione progettati secondo standard altamente performanti. Tra i casi più emblematici figura l’Amerigo Vespucci, dove le tecnologie Nidec garantiscono affidabilità e ridotto impatto acustico, così come le fregate FREMM, che testimoniano la capacità di operare su piattaforme nave complesse e strategiche.

Parallelamente, le soluzioni sono diffuse anche nel segmento luxury e commercial, dove le applicazioni su mega yacht e sistemi ibridi permettono una gestione ottimizzata dell’energia di bordo tramite integrazione tra generazione, propulsione elettrica e storage.

Nidec Conversion ha fissato un traguardo importante: raggiungere il Net Zero entro il 2040. Quali sono i prossimi passi concreti in questo percorso e come si integra l’innovazione tecnologica nel settore navale con gli obiettivi di decarbonizzazione più ampi del gruppo a livello globale?

Il percorso di Nidec Conversion verso il Net Zero non è costruito su una singola iniziativa, ma su una strategia industriale integrata, che agisce contemporaneamente su due leve complementari.

La prima riguarda la riduzione dell’impatto diretto delle nostre attività. In questo ambito stiamo lavorando in modo sistemico sull’efficienza energetica dei siti produttivi, sull’elettrificazione dei processi industriali e su un utilizzo crescente di energia rinnovabile, accompagnato da strumenti di monitoraggio e gestione sempre più avanzati. La digitalizzazione gioca qui un ruolo fondamentale: ottimizzare i processi, ridurre gli sprechi e migliorare le performance energetiche significa ridurre concretamente le emissioni e aumentare la resilienza operativa.  

La seconda leva — ed è quella in cui esprimiamo maggiormente il nostro valore — è la decarbonizzazione abilitata dai prodotti e dalle tecnologie che sviluppiamo.

Nidec Conversion opera, infatti, in un settore strategico per la transizione energetica, fornendo soluzioni che consentono ai clienti di ridurre in modo significativo il loro impatto ambientale. 

Parliamo, ad esempio, di:

  • motori elettrici ad alta efficienza che sostituiscono tecnologie basate su combustibili fossili nei settori industriali e marittimi;
  • sistemi di accumulo (BESS) fondamentali per integrare le energie rinnovabili e garantire stabilità alle reti;
  • soluzioni di cold ironing che eliminano le emissioni delle navi nei porti;
  • tecnologie per la stabilità della rete e l’integrazione delle rinnovabili, come STATCOM e compensatori sincroni.

Queste soluzioni non si limitano a ridurre le emissioni interne, ma generano un effetto molto più ampio: abilitano la decarbonizzazione dei sistemi energetici dei nostri clienti, producendo un vero e proprio effetto moltiplicatore sulla transizione energetica globale.

Questo approccio è perfettamente coerente con gli obiettivi climatici che abbiamo definito nel nostro ESG Improvement Plan.

Si tratta di impegni allineati agli standard internazionali e alla traiettoria delineata dal gruppo Nidec, rafforzando la credibilità e la solidità del nostro percorso verso il Net Zero.

Lo sguardo al futuro

Nidec investe in modo importante in R&D con attenzione a nuove tecnologie sia per applicazioni in media che in bassa tensione per anticipare le esigenze del mercato. Navy e megayacht sono le nicchie in cui Nidec sta puntando per dare soluzioni tecnologicamente avanzate e integrate in un sistema one-stop-shop che garantisca al cliente un unico portfolio prodotti. 

A completamento di quanto sopra, ci concentreremo su:

  • l’integrazione di sistemi di accumulo (BESS) nei porti per supportare il cold ironing e aumentare la quota di energia rinnovabile;
  • lo sviluppo di smart grid e digital twin per ottimizzare in tempo reale la gestione dell’energia;
  • l’adozione sempre più diffusa di principi di eco-design e circular economy per ridurre l’impatto lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti;
  • la decarbonizzazione della supply chain coinvolgendo attivamente fornitori e partner.

L’obiettivo finale è chiaro e ambizioso: passare da singole soluzioni tecnologiche a un vero e proprio ecosistema energetico integrato, completamente elettrificato, digitale e sostenibile, capace di supportare clienti, infrastrutture e comunità nel percorso verso un futuro a basse emissioni.

Conclusione

La transizione del settore navale non si giocherà su una singola tecnologia, ma sulla capacità di integrare sistemi complessi.

Nidec Conversion porta sul mercato una visione industriale completa: dall’elettronica di potenza ai grandi motori, fino alle infrastrutture portuali.

Il risultato è concreto: meno emissioni, più efficienza, più valore per le comunità.

Ed è proprio qui che ESG smette di essere un concetto astratto e diventa ciò che realmente è: una strategia industriale capace di guidare il futuro dell’energia.