Dall’elettrificazione dei macchinari agricoli alle soluzioni avanzate per l’efficienza operativa, AS Labruna porta la meccatronica nel cuore dell’agricoltura. Ne parliamo con il CEO Massimo Labruna, tra innovazione e sostenibilità.

L’agricoltura contemporanea sta vivendo una profonda trasformazione, guidata dall’integrazione tra meccanica, elettronica e digitale. Le tecnologie meccatroniche stanno ridefinendo processi e modelli produttivi, rendendo possibile un’agricoltura sempre più efficiente, automatizzata e sostenibile, capace di rispondere alle sfide ambientali e produttive del nostro tempo.
In questo scenario si inserisce AS Labruna, realtà italiana specializzata nello sviluppo e nell’integrazione di sistemi power e soluzioni meccatroniche avanzate. L’azienda si distingue per la capacità di progettare e fornire tecnologie innovative per diversi ambiti industriali.
A guidare questa azienda è il CEO Massimo Labruna, che con la sua visione orientata all’innovazione contribuisce a portare soluzioni all’avanguardia nel mondo dell’agricoltura avanzata. Lo abbiamo intervistato per approfondire il ruolo della meccatronica e dell’elettrificazione nelle applicazioni agricole.
Quali sono le principali innovazioni tecnologiche che state sviluppando e in che modo trovano applicazione nel settore agroalimentare e nell’agricoltura avanzata?
In AS Labruna stiamo lavorando su due direttrici chiare di innovazione: elettrificazione e digitalizzazione, stiamo cioè implementando la transizione eco-digital nei mezzi industriali, agricoli e marini, con particolatre attenzione anche alle infrastrutture di ricarica da fonti rinnovabili.
L’elettrificazione riguarda powertrain completi, con architetture full electric o ibride progettate per lavorare in modo continuo, anche in contesti gravosi. Non parliamo di prototipi da fiera, ma di sistemi già integrati in veicoli e macchine operative.
La digitalizzazione è necessaria per il monitoraggio da remoto, con la conseguente raccolta dati e l’utilizzo dell’IA per la manutenzione predittiva. Questo significa meno fermi macchina e maggiore efficienza operativa.
La meccatronica è l’infrastruttura per il digitale: sensori, attuatori e controllo elettronico che permettono alla macchina di adattarsi in tempo reale al carico di lavoro, riducendo sprechi e aumentando precisione e produttività.
Nel settore agricolo tutto questo si traduce in una cosa molto semplice: produrre di più, consumando meno risorse e con maggiore controllo e abbattendo le emissioni gassose ed acustiche.
L’agricoltura per anni è stato considerato un settore conservativo ma nell’ultimo periodo c’è stata una accelerazione e una apertura alle nuove tecnologie che ha favorito l’adozione di soluzioni innovative e soprattutto orientate alla sostenibilità ambientale.
Le vostre soluzioni trovano applicazione concreta in diversi ambiti dell’agricoltura: può raccontarci alcuni esempi di macchinari che avete sviluppato?
Abbiamo applicato le nostre soluzioni sia su mezzi d’opera, come il veicolo eC70 di Officine Brevetti Caron a propulsione totalmente elettrica e che può essere impegnato in parchi naturali data la sua carbon footprint nulla, ma anche su macchinari agricoli come uno spandi concime della DCM che opera nei vigneti.
Un progetto molto interessante è un veicolo elettrico a guida autonoma full electric che prevede un nuovo modo di distribuire mangimi nei grandi allevamenti intensivi.
È un carro miscelatore che, grazie ad un sistema totalmente automatizzato e monitorato da remoto, a seguito dell’analisi dei dati in tempo reale, determina la ricetta di mangime più adatta in quel momento per gli animali e ne attua la distribuzione. Questo mezzo sarà utilizzato in alcune stalle di mucche che producono il latte per il parmigiano reggiano, a dimostrazione di quanto il prodotto agroalimentare italiano sia attento alla qualità e agli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU.
Per assicurare continuità operativa a questi mezzi ci stiamo occupando anche della infrastruttura di ricarica con quelle che noi chiamiamo isole verdi di ricarica. Queste ultime consistono in sistemi BESS (Battery Energy Storage System) che consento fino a 10 fast charge e possono essere ricaricati lentamente da impianti solari, energia eolica, gruppi elettrogeni a biogas o HVO. Queste isole in 10 minuti sono in grado di ricaricare il mezzo per mezza giornata di lavoro.
Per esigenze di continuità operativa assoluta abbiamo realizzato anche moduli ibridi costituiti da motori endotermici a basse emissioni (Stage V) e motori elettrici. Tali moduli consentono trasferimenti in endotermico, in cui vengono ricaricate le batterie, e sessioni di lavoro in elettrico.
La sostenibilità è un tema centrale per il futuro dell’agricoltura: come si traduce questo impegno nel vostro operato e quale ruolo giocano l’elettrificazione e l’innovazione tecnologica nella riduzione dell’impatto ambientale?
La sostenibilità senza numeri è marketing e green washing, ma il mercato non paga il marketing, paga i risultati.
Il nostro approccio è industriale: riduzione delle emissioni, ottimizzazione dei consumi energetici, aumento dell’efficienza complessiva.
L’elettrificazione abbatte emissioni locali e rumore, rendendo possibili applicazioni in contesti dove prima era impossibile operare. Per esempio, scaricare il mangime negli allevamenti dei polli di notte con impianti alimentati da motori endotermici che generano rumore causa molte problematiche con gli animali che invece scompaiono operando silenziosamente in elettrico.
Le soluzioni ibride permettono di ottimizzare i cicli di lavoro, utilizzando energia solo quando serve.
La componente digitale fa il resto: monitorando i dati operativi possiamo intervenire in anticipo, evitando sprechi, guasti e inefficienze. L’utilizzo dell’IA nell’analisi dei dati garantisce una velocità di ottimizzazione impensabile prima.
Il punto chiave è uno: sostenibilità e innovazione non sono due traiettorie parallele, sono lo stesso percorso.
Non esiste innovazione se non migliora l’efficienza dei processi, riduce gli sprechi e genera valore nel tempo. Allo stesso modo, non esiste sostenibilità reale senza innovazione tecnologica che renda quei processi più efficienti, misurabili e scalabili.
Per questo, nel nostro approccio, sostenibilità e innovazione coincidono: o producono un vantaggio operativo concreto, oppure restano solo dichiarazioni. E nel nostro caso si traducono in un vantaggio competitivo reale per chi utilizza le nostre soluzioni.
La nostra visione è chiara: trasformare le macchine agricole in sistemi intelligenti, connessi e sostenibili.