La formazione universitaria incontra l’innovazione attraverso un progetto che mette studenti e studentesse al centro della progettazione di una monoposto elettrica da competizione. Ne abbiamo parlato con il team di E-Racing Bergamo per approfondire il valore di questa esperienza.
La formazione di alto livello rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per preparare i giovani alle sfide di un mercato del lavoro in continua evoluzione. Accanto alla didattica tradizionale, assumono un ruolo sempre più centrale i progetti multidisciplinari che consentono a studenti e studentesse di sviluppare competenze trasversali e lavorare in team, sperimentando dinamiche molto simili a quelle del contesto industriale.
In questo scenario si inserisce E-Racing Bergamo, progetto nato dalla passione di un gruppo di ragazzi, grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo, Confindustria Bergamo e diverse aziende del territorio, con l’obiettivo di progettare e realizzare una monoposto elettrica destinata alla Formula SAE. L’iniziativa ha offerto a studenti e studentesse l’opportunità di applicare sul campo le conoscenze acquisite durante il percorso accademico, confrontandosi con tecnologie e processi tipici dell’ingegneria automobilistica.
Per approfondire la nascita del progetto, il suo valore formativo e le opportunità che offre ai giovani coinvolti, abbiamo intervistato Alexander Bettonagli e Leonardo Piazza, rispettivamente Team Leader e Technical Director di E-Racing Bergamo, che ci hanno raccontato la visione e gli obiettivi di questa iniziativa.

E-Racing Bergamo rappresenta un importante punto d’incontro tra università, imprese e studenti. Com’è nata l’idea di questo progetto e quali obiettivi vi siete posti fin dall’inizio?
L’idea del progetto è nata nel 2024 dalla voglia di noi studenti di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bergamo. Volevamo metterci alla prova con una sfida concreta: progettare e costruire una monoposto elettrica per partecipare alla Formula SAE, una delle competizioni universitarie di ingegneria più importanti al mondo. Da quell’idea iniziale è nato un team che oggi coinvolge oltre 70 studenti provenienti da diversi corsi di laurea, supportati dall’Università degli Studi di Bergamo, da Confindustria Bergamo e da più di venti aziende partner che hanno contribuito con tecnologie, finanziamenti, componenti e know-how.
Partecipare a un progetto di questo tipo significa confrontarsi con attività di progettazione, sviluppo e lavoro di squadra molto vicine alla realtà industriale. Quale impatto ha avuto questa esperienza sul futuro professionale degli studenti e delle studentesse che ne hanno preso parte?
Quest’esperienza ci ha permesso di confrontarci con sfide molto vicine a quelle che si incontrano quotidianamente nel mondo del lavoro e della progettazione. Riuscire a superarle e portare finalmente la monoposto in pista è stato un traguardo fondamentale, perché ci ha dato la conferma del valore del percorso fatto e del lavoro di squadra.
Nel corso del progetto abbiamo avuto modo di sviluppare competenze tecniche e trasversali che saranno preziose anche nel nostro futuro professionale: dalla progettazione e dallo sviluppo della vettura, all’analisi dei costi e della sostenibilità, dalla preparazione di un business plan innovativo fino al confronto con le ispezioni tecniche e le prove in pista, come il brake test, dove la monoposto ha dimostrato la propria affidabilità.
In un contesto in cui le imprese ricercano competenze sempre più specialistiche e multidisciplinari, quanto sono importanti iniziative come E-Racing Bergamo per la formazione dei giovani talenti e per favorire il dialogo tra università e mondo del lavoro?
Fin dall’inizio l’obiettivo andava oltre la realizzazione dell’auto, una monoposto completamente elettrica competitiva, volevamo un progetto in grado di creare un legame tra mondo dell’Università e imprese. Unire persone, competenze e realtà diverse per vivere un’esperienza il più possibile vicina a quella del mondo del lavoro. Lavorare su un progetto così complesso ci ha permesso di acquisire maggiore consapevolezza rispetto alle dinamiche del mondo industriale, imparando a gestire responsabilità, scadenze e collaborazione tra persone con competenze diverse. È stata la dimostrazione concreta che, quando si lavora con passione e in squadra, anche gli obiettivi più ambiziosi possono diventare realtà.