La manifattura additiva sta trasformando il mondo del motorsport, rendendo possibile la produzione di componenti sempre più leggeri, performanti e personalizzati. Ne abbiamo parlato con Alessio Lorusso, founder & CEO di Roboze per approfondire il ruolo dell’innovazione tecnologica nelle competizioni ad alte prestazioni.
Il motorsport rappresenta da sempre uno dei contesti più avanzati dal punto di vista dell’innovazione tecnologica. Materiali ad alte prestazioni, progettazione digitale e processi produttivi evoluti permettono ai team di sviluppare componenti sempre più leggeri, resistenti ed efficienti, riducendo al tempo stesso tempi di sviluppo e costi di produzione. In questo scenario, la manifattura additiva sta assumendo un ruolo sempre più strategico, contribuendo ad accelerare i cicli di progettazione e validazione delle soluzioni destinate alla pista.
Tra le realtà che stanno guidando questa evoluzione c’è Roboze, azienda pugliese specializzata nella produzione di componenti ad alte prestazioni. Dall’aerospazio al motorsport, Roboze sviluppa soluzioni che consentono di realizzare parti funzionali caratterizzate da elevata resistenza meccanica, precisione e rapidità di produzione, contribuendo a rendere più efficiente l’intero processo di sviluppo dei veicoli da competizione.
Abbiamo intervistato Alessio Lorusso, founder & CEO di Roboze per scoprire come innovazione, ricerca e sviluppo stiano ridefinendo il modo di progettare e produrre componenti destinati alle competizioni automobilistiche.
Il motorsport è uno dei settori che più rapidamente adotta nuove tecnologie per migliorare le prestazioni dei veicoli. Dal vostro punto di vista, quali sono oggi le innovazioni più significative nella progettazione e produzione dei componenti per il motorsport e quale contributo offre la manifattura additiva in questo processo?
Il motorsport è da sempre un laboratorio di innovazione, dove ogni progresso tecnologico nasce con un obiettivo preciso: migliorare le prestazioni riducendo tempi e peso, senza compromettere affidabilità e sicurezza. Oggi le innovazioni più significative riguardano l’impiego di materiali avanzati, l’ottimizzazione topologica dei componenti, la progettazione data-driven e la capacità di accelerare i cicli di sviluppo attraverso strumenti digitali sempre più evoluti.
In questo contesto, la manifattura additiva ha assunto un ruolo strategico perché consente di superare molti dei vincoli imposti dalle tecnologie produttive tradizionali. Non si tratta semplicemente di realizzare un componente più velocemente, ma di dare agli ingegneri maggiore libertà progettuale, permettendo di sviluppare geometrie complesse, alleggerire le strutture, integrare più funzioni in un unico componente e validare nuove soluzioni in tempi estremamente ridotti.
Per un team di motorsport, poter passare rapidamente dal progetto alla pista significa aumentare il numero di iterazioni possibili durante la stagione e accelerare l’introduzione di aggiornamenti tecnici. È proprio qui che la manifattura additiva genera il maggiore valore: riduce il time-to-track e rende il processo di sviluppo molto più agile.
In Roboze supportiamo questo approccio attraverso tecnologie in grado di lavorare superpolimeri e materiali compositi ad alte prestazioni, offrendo un’alternativa ai processi tradizionali per la produzione di componenti funzionali, attrezzature e stampi. L’esperienza maturata al fianco di realtà come Visa Cash App Racing Bulls Formula One Team, ART Grand Prix, Ducati e Yamaha ci ha dimostrato come la velocità di sviluppo sia oggi un elemento competitivo tanto quanto le prestazioni del componente stesso.
In definitiva, la vera innovazione non è soltanto produrre un pezzo con una tecnologia diversa, ma trasformare il modo in cui viene sviluppato. La manifattura additiva permette ai team di innovare più rapidamente, sperimentare di più e portare in pista soluzioni sempre più performanti, riducendo tempi e costi di sviluppo.
Ricerca e sviluppo rappresentano un elemento imprescindibile per mantenere elevata la competitività nel motorsport. Quanto pesa l’attività di R&D nello sviluppo delle vostre soluzioni?
Nel motorsport innovare significa riuscire a trasformare rapidamente un’idea progettuale in una soluzione pronta per essere testata in pista. Per questo motivo, la Ricerca e Sviluppo è il cuore della nostra attività.
I nostri investimenti sono focalizzati nello sviluppo di tecnologie che rendano la manifattura additiva sempre più affidabile, ripetibile e adatta ad applicazioni ad alte prestazioni. Lavoriamo costantemente sul controllo del processo produttivo, sulla gestione termica, sulla qualificazione dei materiali e sull’evoluzione del software che governa l’intero ecosistema produttivo.
Parallelamente, continuiamo ad ampliare le possibilità offerte dai polimeri tecnici e dai materiali compositi ad alte prestazioni, capaci in molte applicazioni di sostituire il metallo offrendo vantaggi significativi in termini di riduzione del peso, elevate prestazioni meccaniche e resistenza alle alte temperature.
La nostra visione va però oltre la singola macchina. Crediamo che il futuro della produzione passi attraverso sistemi di manifattura intelligenti, nei quali software, dati di processo e automazione collaborano per garantire qualità costante, tracciabilità e massima efficienza.
È questa la direzione che definiamo Physical AI: una manifattura sempre più autonoma, connessa e capace di rispondere rapidamente alle esigenze dell’industria. Un approccio che trova nel motorsport uno dei suoi ambiti di applicazione più naturali, dove velocità di sviluppo e capacità di adattamento rappresentano fattori decisivi.
Tra i vostri progetti figura lo sviluppo di componenti aerodinamici stampati in 3D per il motorsport. Può raccontarci questo caso studio, illustrando le principali sfide affrontate e le tecnologie adottate?
Uno dei progetti più interessanti che abbiamo sviluppato riguarda la produzione di componenti aerodinamici per moto da competizione, realizzati con la tecnologia ARGO 500 e il materiale composito CARBON PA PRO. Questa soluzione è stata adottata da realtà di primo piano come Ducati Corse e Monster Energy Yamaha MotoGP, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo dei componenti e migliorarne le prestazioni.
La sfida principale era superare i limiti dei processi produttivi tradizionali. Tecnologie come stampaggio, laminazione o lavorazioni meccaniche richiedono infatti tempi lunghi, attrezzaggi dedicati e offrono una limitata flessibilità quando è necessario modificare rapidamente un componente durante la stagione. Nel motorsport, dove ogni aggiornamento deve arrivare in pista nel minor tempo possibile, questo rappresenta un limite importante.
Grazie alla manifattura additiva è stato possibile eliminare la necessità di realizzare stampi, ridurre drasticamente i tempi di sviluppo e produrre componenti completamente personalizzati, ottimizzati per le specifiche esigenze aerodinamiche di ciascuna moto. La libertà progettuale offerta dalla manifattura additiva ha consentito agli ingegneri di sviluppare geometrie molto più evolute rispetto a quelle ottenibili con le tecnologie convenzionali.
Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dal materiale. CARBON PA PRO, una poliammide rinforzata con fibra di carbonio, offre un rapporto peso-resistenza eccezionale e una resistenza a trazione di 171 MPa, caratteristiche che lo rendono ideale per componenti sottoposti a elevate sollecitazioni dinamiche. Questo ha permesso di ottenere parti leggere, rigide e altamente performanti, contribuendo a migliorare l’efficienza aerodinamica e il comportamento dinamico della moto.
I risultati ottenuti sono particolarmente significativi: 98% di riduzione del lead time, 51% di riduzione del peso, oltre il 70% di risparmio sui costi e un tempo di produzione di appena due giorni, senza la necessità di realizzare stampi dedicati.
Questo progetto dimostra come oggi la manifattura additiva non sia più utilizzata esclusivamente per la prototipazione, ma rappresenti una tecnologia produttiva matura, capace di supportare lo sviluppo di componenti funzionali ad alte prestazioni. Nel motorsport, dove ogni dettaglio può tradursi in un vantaggio competitivo, poter progettare, produrre e validare rapidamente nuove soluzioni significa accelerare l’innovazione e portarla in pista molto più velocemente.